Tra Roma e l'Adriatico

Villa Michelangelo nasce da una storia che affonda nell’antichità.
Il sito, noto un tempo come Statio ad Salinas, accoglieva viaggiatori e merci lungo il crocevia tra l’Antica Roma e l’Adriatico.
Resti archeologici, fornaci per anfore e tracce di vita quotidiana emergono ancora dal terreno, sussurrando storie di tempi lontani.
L’ospitalità, qui, ha radici profonde: già allora l’accoglienza era una forma d’arte.
E noi continuiamo quella tradizione, con la stessa dedizione.

Nel tempo la struttura muta, seguendo i ritmi della storia.
Nel ‘700 diventa un luogo di sosta per i viandanti e per il cambio dei cavalli, un primo “hotel” ante litteram.
Nel ‘800 la famiglia Baronale Coppa trasforma il fabbricato in un mulino, tra il corso del fiume Saline e i campi di grano dorati.
L’inizio del ‘900 ha portato silenzi e abbandono, finché qualcuno è tornato a raccontarne la bellezza di questi luoghi.
Ogni epoca ha lasciato segni di sé, ogni muro custodisce memorie.
E in quegli spazi, il barocco delle camere accende una luce nuova, elegante e avvolgente.

contemporanea rinascita

Nel 2003 Cristiano Cabanelis intraprende la sfida di riportare in vita Villa Michelangelo.
Nove anni di lavori pazienti restituiscono all’edificio il suo splendore, con camere spaziose, sale accoglienti e un ristorante capace di emozionare.
Durante gli scavi emergono tesori nascosti: resti romani, uno scheletro longobardo, fondamenta in cocciopesto.
Ogni scoperta rallenta i lavori, ma aggiunge magia e autenticità al progetto.
Oggi Villa Michelangelo è un rifugio unico tra ulivi secolari e corridoi di classica raffinatezza.

PAROLE CHE EMOZIONANO

Oggi 18 giugno abbiamo festeggiato il battesimo di nostro figlio in questa location da sogno. Tutto è stato perfetto dall’accoglienza al cibo ma un grazie particolare va al maître Roberto che ci ha seguiti passo passo, curando ogni minimo particolare. E cosa più importante da dire… sempre col sorriso! Grazie infinite per aver reso questo giorno così importante per noi meraviglioso!

Pamela B.